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I test seriologici

Non c’è un errore grammaticale nel titolo, è solo una provocazione. Li chiamo seriologici perché bisognerebbe essere un poco più seri. Il 27 maggio 2020 è stato pubblicato su salute.gov.it un video relativo all’indagine sierologica:

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioVideoNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=multimedia&p=video&id=2182

L’indagine riguarda 150000 persone e dovrebbe fornire importanti dati sull’epidemia. Nel video il ministro Speranza chiede ad una addetta “Si prendono appuntamenti ?” e lei risponde “si assolutamente si” poi il ministro domanda “fino ad ora tutti dicono di si ?” e l’operatrice risponde “si, diciamo nella grande maggioranza”.

Ora non capisco come sia possibile che questa grande maggioranza di persone disponibili ad effettuare il test si sia trasformata nel 50% degli intervistati.

Non saprei se stiamo parlando di inadeguatezza del ministero nell’organizzare un’attività così delicata, oppure di carenza di personale nella croce rossa. Forse a parte l’operatrice intervistata a cui quasi tutti rispondono si, gli altri operatori sono meno bravi a convincere le persone.

Personalmente credo che l’indagine che potrebbe veramente fornire importanti informazioni sull’epidemia, sia stata un poco affossata. Si teme ci sia stato un elevato numero di contagiati che nemmeno si sono accorti di essere entrati a contatto con SARS-CoV-2 e questo potrebbe abbassare significativamente il tasso di letalità del virus ?

Poi bisogna ricordare che chi non ha gli anticorpi, non è detto non sia stato comunque contagiato infatti uno studio svedese dimostra che molti contagiati, lievi o asintomatici, hanno sconfitto la malattia semplicemente attraverso le cellule T.

Se il tasso di letalità dovesse alla fine risultare molto più basso del previsto sarebbe un problema per il governo e per la stampa: dovranno giustificare le pesanti restrizioni ed il clima di terrore prodotto fino ad oggi.

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